venerdì 12 febbraio 2010

a Boston passando da Rimini


Ieri siamo andati a visitare la mostra "Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della Pittura. Capolavori dal Museum of fine Arts di Boston" organizzata da Linea d'Ombra presso Castel Sismondo a Rimini. La mostra l'avevo già visitata: non è un granchè. Come sempre fa "Linea d'ombra", manca totalmente l'aspetto critico, lo studio, l'allestimento è banale, i commenti alle pareti, quando non sono incomprensibili, sono inutili e stupidamente lunghi...

" Immagine che nella sua perfetta armonia di sentimento quotidiano e tensione mistica, dà il senso più vero di cosa sia la pittura, non solamente celebrativa, di argomento religioso. Dialogo continuo e serrato tra un “qui e ora” e lo svariare di luci che conducono altrove dal mondo. Come nel capolavoro di Francesco Cairo, e siamo nel Seicento inoltrato in terra adesso di Lombardia, con la decollazione di Giovanni Battista. In quel grande, allagato buio che in altre opere quasi struggenti del medesimo secolo giunge invece dalla terra spagnola. Dai Santi di Zurbarán, al Cristo flagellato di Murillo, al San Domenico in preghiera del Greco. Dove torna, meravigliosa e suadente, quella memoria notturna e lunare che proviene dall’esempio di Tintoretto visto e studiato a Venezia."
Marco Goldin, ideatore e direttore di Linea d'ombra, è una certezza di superficialità "l'arte è per tutti, perchè tutti sono in grado di apprezzare la bellezza!"
Ecco se fosse così avrebbe ragione "la riforma scolastica" che ha tolto la storia dell'arte da tutta la scuola secondaria italiana eccetto che dai licei!
Non è affatto così, naturalmente, ma Linea d'ombra si allarga e continua ad esporrein diverse città, mentre le organizzazioni di mostre tradizionali, quelle che mentre allestiscono promuovono la conoscenza dell'arte, sono state chiuse o versano in condizioni alla soglia del fallimento!
Quale è la differenza?
L'organizzazione di Goldin è un business: prende opere da tutto il mondo, pagandole profumatamente, le espone ricavandone denaro dagli ingressi e da accordi, promozioni ecc (ricordiamoci che 15 anni fa pochi conoscevano Treviso, ora città d'arte conosciuta e frequentata, grazie alle prime esposizioni degli impressionisti fatte dalla neonata Linea d'ombra a Ca' dei Carraresi). La capacità di pubblicizzarele esposizioni di arte è efficace, il pubblico ormai identifica Linea d'ombra con gli impressionisti e l'arte in generale.
Allora perchè andarci? Perchè addiritura portarci le classi?
  • Perchè Rimini è più vicina di Boston e l'occasione di "vedere dal vero" è sempre il fondamento della didattica della Storia dell'Arte
  • sui quei pittori, temi, tecniche ci stiamo ragionando da mesi, anni. Ecco infatti ho portato le due classi quinte.
...con le quinte si cominciano a tirare le fila
  • hanno bisogno di "provare" le conoscenze teoriche "sul campo"
  • é possibile impostare una seria e condivisa riflessione sull'opera d'arte come bene comune,
  • è necessario impostare un ragionamento sulla collocazione dell'opera -dopo anni che parliamo di destinazione originaria- del suo allestimento sia in museo, sia , anzi a maggior ragione, nella mostra temporanea;
  • confronto tra questa e altre mostre ("Signorini" a palazzo Zabarella Padova)
  • e infine sul tema "presentare un'opera" sia come interpretazione-contestualizzata e motivata, sia come racconto ispirato.
Ecco a questo proposito l'altra ragione per andare alla mostra con la classe: il concorso che mi pare sia stimolo importante per produrre un racconto che parta dall'opera...

Insomma per riassumere la scuola è un luogo di elaborazione delle esperienze e non si accontenta mai dell'incontro con la cultura in maniera acritica ma sempre interpreta, confronta, analizza e discute.

Quindi ieri a Castel Sismondo abbiamo soprattutto dato una lettura critica, spesso in maniera divertente e divertita.