domenica 12 settembre 2010

stravaganze o accettazioni?

Esuberante! o forse stravagante, non ho capito bene... Questo suono è stato appena percepito nell'aula magna della nuova scuola.
Ma non mi interessa come mi definiscono le persone che non amo.
Ad un certo punto della mia vita ho pensato che era troppo importante la serenità per ascoltare i commenti degli altri e che sarebbe stata una inutile frustrazione inseguire il consenso di tutti.
Così, molto lentamente, ho cominciato a perseguire l'intento dell'ironia, dell'auto ironia.
Il non prendersi troppo sul serio, perchè non siamo così importanti, è la mia legge.
Del resto, se il mio mito è Audrey Hepburn, è perfettamente inutile che mi vesta come lei!
Io sono io e lei è lei: mitica e inarrivabile.
Inutile negarlo: ho quei 2 o 3 (decine) di chiletti in più, e anche se io lo negassi , insomma sarebbe inutile, il resto del mondo lo saprebbe bene.
Posso nascondere questa abbondanza con abiti consoni? e a che servirebbe?
Posso nascondermi in abiti scuri... ma perchè?
L'essere oversize è una vergogna? un delitto? un peccato? Ma per favore, non esageriamo...
L'accettarsi è un dovere e il migliorarsi non c'entra con la taglia 44!
Questo discorso vale ancora di più avendo a che fare con i ragazzi e gli addolescenti.
Quindi spazio all'allegria: ai colpi di luce blu, alle unghie colorate... soprattutto largo spazio alla trasformazione dei difetti in pregi.
Studiando arte, soprattutto costume, questa è una lezione costante che gli artisti ci danno: i grandi del passato spesso hanno lavorato proprio sui loro difetti, gli incidenti che la vita aveva loro riservato, sono stati spesso la spinta verso il capolavoro, hanno sublimato quelli che erano limiti!
Ecco, non è facile, ma tranquilli non sta a noi giudicare la nostra vita!
(dante farricella, profffarte)