venerdì 3 agosto 2012

Ritratti di donne "sole" (arte al femminile IV parte)



7 7A Carpaccio, Due dame veneziane, 1490-95, olio su tavola, 94x64 cm, Venezia Museo Correr
Carpaccio, Caccia in Laguna, 1490-95, olio su tavola, 76x64 cm, Los Angeles Getty Museum

Da sessant'anni questo dipinto è stato oggetto di studi e ricerche da parte della critica ma il suo significato sebbene sia stato spiegato non è del tutto chiarito. Negli anni '40 il dipinto con le due dame del Museo Correr è stato riconosciuto come la parte inferiore della tavola La Caccia in laguna, infatti, il fiore nel vaso sul parapetto, mutilo nella tavola delle due dame, si presentava con incongruità nella scena della caccia in laguna. L'opera, che fino a quel momento era letta come la raffigurazione di due cortigiane, si rivela come una brano di vita quotidiana: due nobildonne aspettano sedute, mentre i mariti sono a caccia in laguna.
Le due donne stanno in un sospeso ozio sulla terrazza che è caratterizzata da una ricca e raffinata decorazione: la pavimentazione con intarsi marmorei a motivi geometrici, la recinzione caratterizzata da tre diversi marmi colorati per le esili colonne, i capitelli e la balaustra.
Intorno a loro una moltitudine di oggetti e animali documentano, più che il loro svago, una simbologia raffinata che tenta di evidenziare le caratteristiche delle due dame: cani, uccelli, quali una pavoncella, due tortore e un pappagallino; i sandali, detti calcagnini, un vaso di maiolica con stemma araldico della famiglia veneziana Torella e uno di terracotta con un alberello di mirto.
Il matrimonio è richiamato dal mirto nel vaso a destra, pianta legata a Venere, e dalle due tortore, che indicano un solido legame sponsale; anche l'arancia rientra nella simbolica matrimoniale, in quanto dono delle spose. La pavoncella è legata al concetto di fecondità della coppia sposata, mentre il pappagallo, solitamente associato a Maria per il suo verso "ave", riferito all'Annunciazione, qui simboleggia il divenire madre della sposa. I due cani, con il loro significato di lealtà e attenzione, tenuti dalla donna più anziana, sottintendono che a questa spetta il compito di custodire la giovane sposa e garantirne la rispettabilità. Il giglio, che si trova nella tavola del Getty, indica la verginità e richiama il dono dell'Arcangelo Gabriele a Maria nell'Annunciazione.
Il paggetto che si affaccia dal traforo della balaustra contribuisce, assieme alla ricchezza decorativa e all'abbigliamento, a rendere più nobile la raffigurazione.
Le due dame, ritratte di profilo, sono di età diversa, una più giovane e una più matura, e sono riccamente abbigliate. e hanno intorno a loro tutta la simbologia che ne fa delle donne virtuose, come era richiesto alla donna veneziana: la continenza e la modestia, la collocavano in una società che aveva le sue radici nella famiglia e nella maternità.

 
La moda veneziana della seconda metà del Quattrocento.
Le due dame sono vestite con abiti proprio dell'aristocrazia veneziana. La donna in primo piano, più anziana, veste la camora di velluto, con un busto corto segnato sotto il seno; la scollatura è ampia e le maniche, in tessuto prezioso, sono attillate, staccabili e intercambiabili nate per dare maggiore agilità ai movimenti del braccio, le maniche erano unite all'abito da lacci e impreziositi chiamati agugelli o aghetti ; i tagli mostrano la preziosa camiciola sottostante.
La donna in secondo piano, più giovane, ha un abito diverso, il rocchetto, che è un soprabito leggero e più corto della veste; è aperto ai lati ed ha quindi la funzione di essere di contrasto con la veste che rimane in vista nel bordo in fondo e ai lati. La donna indossa delle calzature davvero curiose che furono molto in voga soprattutto in Germania ma, evidentemente, fecero capolino anche a Venezia: le calzature a zampa d'orso. Queste non erano usate per camminare, ma solo per sostare, a causa della pianta eccessivamente larga ma anche per il materiale ricco e delicato con cui erano fatte. Infatti, per spostarsi si usavano i calcagnini la cui zeppa era tanto alta quanto erano nobili le donne. Anche in questo caso, una legge suntuaria ne limitava l'uso e l'altezza.
Gli abiti sono sobriamente decorati da perle, portate dalle novelle spose in segno di castità e rispetto verso il marito; le collane, a un solo filo, in rispetto delle leggi suntuarie, decorano i décolleté.
La pettinatura delle due dame è chiamata “a fungo”, i capelli sono raccolti sulla sommità del capo e fermati come fossero una ciambella vera e propria. Tutt'intorno corti riccioli scendono sul viso. Fu proprio a causa di queste pettinature che i critici (prima della scoperta della tavola del museo Getty) insinuarono che le due donne fossero cortigiane. Infatti le leggi suntuarie veneziane vietavano la pettinatura ”a fungo” -indicata come l'acconciatura delle cortigiane- in quanto giudicata indecente.