martedì 16 ottobre 2012

Monomania dell'invidia

Esistono persone grette, incapaci non solo di vedere la bellezza, ma -se per un attimo di umanità o una distrazione- la scorgono, si sforzano di individuarne il limite, incapaci di goderne.
E subito dopo lo fanno notare.
Esistono persone che non sono felici per i buoni risultati raggiunti dagli altri e s'affrettano ad insinuare la scorciatoia, l'ingiustizia e il favore che ha creato quel bell'esito; poi evidenziano i limiti dell'accaduto.
Esiste la persona che pare fatta apposta per guastare la festa e vi partecipa al solo fine di disturbarne l'armonia.
Conosco persone invidiose che si presentano dichiarando la loro incapacità di invidiare e subito dopo sarebbero capaci di criticare l'eccessiva luminosità del bianco della panna sull'ornamento del Saint Honorè.
Non conosco l'antidoto efficace: non possiedo nemmeno la metà della pazienza necessaria per tramortire l'invidioso di generosità, non riesco nemmeno a concepire l'eccesso di ironia utile per ammollarlo  23 ore al giorno, con la sola vacanza del 29 febbraio.

Non è sempre facile riconoscere l'invidioso perchè la vita non è una telenovelas e spesso veste i panni del collega zelante, del vicino capace, dell'amico sagace e colto.
Tuttavia, nel momento del bisogno, succede che tu lasci tutto da parte per soccorrere l'invidioso, il quale subito ti è grato e riconoscente, poi inizia ad insinuare...
E tu, cacci indietro il sospetto che qualcosa non funzioni, ti incolpi di essere diffidete.
Da quel momento l'invidioso sfodera la sua tecnica infallibile: ogni due complimenti un appunto: un difettuccio, cose lievi, senza importanza. Col suo aiuto le sconfiggerai, sicuramente.
Infatti l'invidioso è persona capace, nella parte di vita che non condivide con te. Eccelle: miete riconoscimenti, risolve problemi annosi,  ha successo... nonostante le persone stupide ed incapaci che lo circondano.
Dopo qualche tempo ti accorgi che l'invidioso non ritiene alla tua altezza le persone che frequenti, quindi, da buon amico, comincia a metterti in guardia e la motivazione è sempre "non ti appezza", "non ti capisce", "non ti valorizza".

Se suggerisci una ricetta all'invidioso, la padroneggia da tempo; se ti permetti di consigliargli un libro: lo ha già recensito con successo; se gli parli di un film: "beh ma non lo aveva detto a te? a chi lo aveva detto ... sì,certo, carino..."
L'invidioso veste spesso i panni dell'amico sincero e ascolta i tuoi drammi, ti consola .. poi però ti accorgi che riutilizza le confidenze, soprattutto per ridimensionare i tuoi successi o le tue felicità.
L'invidioso non sbaglia mai, ma vive tremende ingiustizie, soprattutto è vittima dell'invidia che gli causa la sua popolarità
L'invidioso sacrifica chiunque per metterti fuori gioco e quando ti ha fiaccato talmente da renderti insicuro, incerto e soprattutto solo, ti butta, ma non lo fa palesemente, no, fa in modo che sia tu a scaricare lui, così ti senti pure in colpa!
Non si è invidiosi delle cose, ma delle persone: del come sono, di quello che si sono costruite; così l'invidioso lavora fino ad aver distrutto tutto e tu non te ne accorgi... fino a quando non te lo senti dire dallo psicologo.