mercoledì 19 dicembre 2012

Trascendenze di speciale umanità

Caravaggio, Maddalena
La storia dell'arte cristiana è una disciplina straordinariamente ricca, complessa, articolata e profonda. 
Se potessi decidere la disciplina, a cui legarmi indissolubilmente per la vita,  proclamerei -mano sul cuore- "Sì, voglio la storia dell'arte cristiana europea. Per sempre!", senza esitazioni, accettando di studiarla e insegnarla finchè la morte non arriverà a separarci.
Pontormo, Annunciata, part
Le immagini di arte cristiana parlano alla parte più riposta dell'uomo: al suo naturale tendere all'eterno, alla perfezione; è la storia delle rappresentazioni che documentano i cambiamenti di sensibilità: una radiografia alla nostra idea di di ricerca di Dio  o della relazione tra Dio e uomo.
E' un'arte per tutti, al di là del credo di ciascuno: nel nostro Paese, la "cristianità" è cultura, linguaggio, serbatoio di valori, proprio per la valenza umana della proposta cristiana . La "buona novella" si annuncia come "la  vicenda umana" e tale rimane sia per chi la ritiene condivisibile che per chi si accontenta di scorgervi  una storia riconoscibile, per chi la crede vera  o per chi la pensa solo verosimile.

Le rappresentazioni religiose cambiano molto nella lunga e ininterrotta storia della devozione cristiana. Le immagini sacre, strumenti di preghiera, sono state continuamente adattate alle novità di linguaggio, di liturgie, di devozioni, di preferenze ed esigenze di culto, alle dottrine e ai precetti, ai cammini penitenziali e alle attese salvifiche.

Ci sono immagini religiose che ci scovolgono.
O. Gentileschi, Riposo durante la fuga in Egitto.
Esse hanno per noi un valore ambivalente: da una parte ci appaiono specchio della nostra esperienza umana, dall'altra le riconosciamo come  antiche  e dense di quella sacralità che tuttavvia non riesce ad allontanarle dalla nostra esperienza umana.
In loro ci riconosciamo  e questo ci disarma perchè la nostra unicità diviene universalità. Ci riconosciamo nei loro tratti mediterranei, nella tridimensionalità, nelle frucianti stoffe, nelle espressioni; riusciamo, oggi, anche a immedesimarci negli atti meditativi o affettuosi dei personaggi ritratti Riusciamo a decodifcare il buio che spesso le avvolge, come la solitudine che abbiamo sperimantato più di una volta, riconosciamo il timore e l'incertezza nei gesti. 
Antonello da Messina, Annunciata,
Eppure l'antichità dei dipinti ci è ben chiara: è evidente che quei volti dipinti sono i testimoni di un tempo lontano dal nostro. Riconosciamo inoltre in essi i tratti di volti sacri, immagini di fede e di storia sacra create per essere veicolo di dialogo col trascendente.
Queste immagini ci legano con molti fili alla nostra storia, al nostro Paese, alle piazze, alle feste e alle tradizioni.Di queste figure conosciamo la storia  da quando eravamo bambini,  e guardandoli riperdìcorriamo la nostra storia nella Storia.


Savoldo, Maria Maddalena al sepolcro










Esse sono anche la testimonianza di quei modi e usanze che vorremmo diverse, di quelle leggi non scritte che creano ancora  discriminazione e ingiustizie.

Caravaggio, Madonna di Loreto 



 
Ci sono alcuni dipinti di santi e di Madonne in cui i pittori hanno tolto l'aureola e riempito di umanità, al punto che bastano i colori a costruirne lo spazio. Questi privi anche di sfondo, di riferimenti altri ci appaiono immediatamente come "nostri". Spesso ci guardano con intensità  e altrettanto spesso, uscendo dal buio, tendono ad occupare il nostro spazio creando un rapporto unico e particolare con l'osservatore. Quest'ultimo sia o meno anche fedele si sente investito dell'eternazione dell'arte.